“NuovaÈra: non è solo un nome, è la
direzione.”

Ogni impresa è influenzata e orientata da ciò che accade al suo interno e al suo esterno.

Avere ben salde le componenti identificativa, fiduciaria, valutativa del proprio brand e delle azioni intraprese quotidianamente, concretizza il valore della reciprocità nel campo dell’imprenditoria.

Le imprese sono sempre più consapevoli della necessità di valorizzare il capitale intellettuale e digestire con metodo adeguato le relazioni con una categoria fondamentale di stackeholders, quali sono i dipendenti.

Favorirne e facilitarne la crescita e la formazione qualifica il clima aziendale e crea le condizioni per l’espressività, la creatività e il senso di appartenenza.

Non sempre il rapporto contrattuale è garanzia di fiducia e di produttività, e anche per questo motivo le imprese sono chiamate ad acquisire sempre più consapevolezza dell’importanza di strategie capaci di assicurare la sostenibilità del business, attraverso le persone e il luogo in cui trascorrono la maggior parte della loro giornata.

La decisione imprenditoriale di investire sull’etica comportamentale non va confusa con la filantropia, poiché nasce dalla consapevolezza che gli obiettivi possono essere realizzati meglio grazie al livello di coinvolgimento del personale.

Investendo sul proprio capitale umano aziendale si investe sul proprio capitale economico senza alcun contrasto: il primo serve ad ottenere più facilmente il secondo.

Per intervenire sulla riduzione e l’ottimizzazione del costo del lavoro bisogna agire sul benessere aziendale attraverso attività che ne migliorino il clima: decisione strategica che agisce sulla prevenzione del rischio del costo dell’assenteismo e della scarsa produttività dovuta all’insoddisfazione espressa e inespressa.

Dalla corretta gestione della rete relazionale e dalla capacità di costruire e mantenere il giusto equilibrio interprofessionale, che è sempre in mutamento, dipende la possibilità dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi di miglioramento che la stessa si prefigge.

L’impresa può quindi essere considerata, sia un luogo di stimolo intellettuale, sia un complesso di interdipendenze tra beni e persone che operano e scambiano con l’esterno conoscenze e produzione, perseguendo lo stesso obiettivo, ossia la produzione di valore economico e umano.

Con ciò non significa mettere in secondo piano il profitto, ma significa evidenziare come l’adozione di una forma mentis adeguata e consapevolmente responsabile, costituisca la condizione necessaria per ottenere un risultato economico soddisfacente e duraturo.

Contestualizzare concretamente i concetti di fiducia, di umiltà e di empatia come valori personali e imprenditoriali,richiede impegno a rimanere aperti alle esperienze con consapevole presenza mentale e chiarezza di intenti.

Sensibilizzare e allenare al concetto di imprenditoria come valore è la leva che va a migliorare la performance, stimola la collaborazione e accellera l’innovazione. In conclusione, si tratta di unire strategia e etica. La sfida sta nel riuscire ad applicare principi etici per creare profitto, tenendo in equilibrio le dinamiche relazionali e i processi di project management.